Radici e Orizzonti:

Il viaggio di Caviro
sul territorio

Negli ultimi dieci anni, ho assistito a una vera e propria rivoluzione all’interno di Caviro, un percorso in cui la sostenibilità è diventata non solo un pilastro, ma l’anima della nostra azienda.

Questa trasformazione ha rappresentato una crescita verso l'esterno e un cambiamento profondo che ha toccato ogni aspetto del nostro essere aziendale.

Un percorso che ha intrecciato la nostra storia con quella delle comunità e del territorio che ci circonda, segnando un impegno che va ben oltre le convenzionali pratiche di sostenibilità, verso un approccio che abbraccia ogni aspetto. La nostra visione si è tradotta in un dialogo aperto e costruttivo con tutti gli stakeholder, estendendo la nostra responsabilità sociale ed ambientale in modo sempre più innovativo.

Per approfondire e riflettere su questo viaggio, ho intervistato Carlo Dalmonte, Presidente del Gruppo e figura chiave in questo percorso di evoluzione.

Caviro ha sempre posto un forte accento sul radicamento nel territorio e sulla sinergia con la comunità locale. Come si riflette questo approccio nella filosofia aziendale?

Carlo Dalmonte: “Il nostro legame con il territorio e le comunità locali, specialmente quelle di Forlì e Faenza, è il cuore pulsante della nostra identità. Una prossimità geografica e cooperativa che “orienta naturalmente” la crescita sostenibile, permettendoci di tessere una rete di supporto e collaborazione che si estende oltre i perimetri aziendali. La nostra filiera, ampia e interconnessa o “lunga e larga”, come intendiamo noi, ci permette di toccare la vita di molte famiglie, contribuendo al loro benessere. Questo ci ha permesso di creare un dialogo non solo con gli stakeholder principali, ma anche con attori meno evidenti di questo articolato sistema, unendo progresso condiviso e benessere collettivo.

Parlando di educazione e trasmissione di sapere, come si inserisce la promozione della cultura della sostenibilità nei programmi di Caviro?

Carlo Dalmonte: “L'educazione rappresenta un valore importante nella visione di una Cooperativa. Attraverso collaborazioni significative con enti scolastici e accademici, come l'Istituto Persolino-Strocchi di Faenza e l'Università di Bologna, abbiamo l'opportunità di entrare in contatto con la formazione dei giovani e di integrare la teoria con la pratica, mantenendo uno sguardo al futuro. Un impegno concreto nella trasmissione della tradizione vitivinicola e dell’agricoltura sostenibile, fondamentale per garantire un passaggio generazionale di conoscenze, valori e saper fare.”

La collaborazione di Caviro nel mondo della formazione professionale dimostra di avere radici profonde. Come si sviluppa questa rete di relazioni?

Carlo Dalmonte: “La nostra collaborazione si estende attraverso una variegata rete di relazioni. Collaboriamo con una pluralità di enti, ciascuno in modo distinto, ma complementare. La nostra sinergia con l'Università di Bologna e la Bologna Business School ne sono un esempio chiaro, dove il fertile scambio tra accademia e mondo lavorativo arricchisce entrambi i contesti. Sosteniamo attivamente l'istruzione anche tramite l’erogazione di borse di studio con la Fondazione Giovanni dalle Fabbriche, riflettendo così il nostro impegno verso le future generazioni.”

Un programma di formazione che è comunque rivolto anche a noi, personale aziendale.

Carlo Dalmonte: “Sì, con LifeGate abbiamo sviluppato corsi di formazione interna per consolidare la consapevolezza ambientale e sociale tra i nostri dipendenti. È fondamentale promuovere una cultura aziendale che sia allineata ai valori e ai progetti del Gruppo.”

Il programma di presentare il Bilancio di Sostenibilità 2022 presso il DAMS, in presenza di 200 studenti, è stato annullato a causa dell’alluvione devastante che ha messo in ginocchio l’Emilia-Romagna nel maggio 2023, costringendoci a confrontarci con ben altre sfide. Fortunatamente, è stato invece possibile presentare il Report 2023 proprio sul territorio faentino, che significato ha avuto?

Carlo Dalmonte: “L'alluvione di maggio 2023 è stata, ed è ancora, una dura prova per noi e l’intero territorio, ma ovviamente non ci siamo arresi. Quest’anno abbiamo scelto il MIC, Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, per la presentazione del nostro Bilancio di Sostenibilità 2023. Questa volontà ha sottolineato l’importanza di sostenere le eccellenze locali e la tradizione, evidenziando il valore culturale che condividiamo con la comunità di Faenza e l'intera Romagna. Il MIC ha peraltro recentemente inaugurato una mostra dedicata a Gio Ponti, che abbiamo deciso di supportare per la sua capacità di riflettere l'importanza delle mani come strumento di creazione e i valori distintivi del Made in Italy. Questa esposizione, attiva fino al 13 ottobre, celebra il saper fare artigianale, risuonando profondamente con i nostri principi di lavoro, comunità e collaborazione.”

Riflettendo sul viaggio di Caviro, quali sono i pensieri che emergono sul nostro impatto e sulla nostra visione futura?

Carlo Dalmonte: “Riflettendo sul nostro percorso, mi piace evidenziare che le iniziative messe in campo in tema di sostenibilità hanno sia lo sguardo orientato al futuro che un effetto positivo sul territorio e sulla nostra filiera, toccando tutti gli stakeholder. Ogni nostra azione, nel suo piccolo, contribuisce a un ciclo continuo di che stimola lo sviluppo locale per un futuro più sostenibile. Si tratta di un circolo virtuoso che abbraccia l'intera comunità, arricchendoci di nuove energie e visioni.”

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